Estates General 2019

Teorie e pratiche del teatro universitario in Europa
Theories & Practices of Academic Theatre in Europe

The programme

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This year’s theme

What is the relationship between the literary study of theatre and its performance on stage? What are the features of actors within university? What kind of experience do the companies intend to offer to their audience? Which atypical social contexts could or should be addressed by academic theatre? How does being a university student change the approach to staging and performance?

In order to answer those questions (and many more!) the Estates General will host active members of European university companies willing to present their own experience in the field as a case-study. Among the themes that will be discussed: translation for the stage, the relationship with traditional theatre, public engagement, and original dramas.

Pisa, 11 June 2019
Scuola Normale Superiore

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9.45 – 10.00            greetings

 

Panel | Storia e innovazione delle compagnie teatrali universitarie

Chair: Eva Marinai | Università di Pisa

 

10.00 – 10.20          Giulia Filacanapa | Gentegente! Paris 8 | Paris

«La direzione poliana del Teatro Universitario di Ca’ Foscari: da Venezia al Mondo»

“Senza paura di esagerare si può certo dire che il complesso di Ca’ Foscari sta diventando la compagnia più ricercata al mondo”. Giovanni Poli, attore-autore-regista e pedagogo, crea nel 1950 a Venezia uno degli esempi più significativi e longevi (1950-1975) nell’ambito del teatro universitario del dopoguerra. Il Teatro Universitario di Ca’ Foscari, personalmente diretto dal regista per quasi quindici anni, è da considerarsi nella definizione di Paolo Puppa un “documento storico” in misura di compensare la dispersione delle forze teatrali della città ma anche una grande occasione mancata per creare un’istituzione veneta stabile. Nell’intervento si affronterà la genesi del teatro, i processi di creazione messi in atto da Poli con i suoi attori-studenti alla ricerca della tradizione drammaturgica veneta del teatro di maschera, e la circolazione della compagnia a livello internazionale.

 

10.20 – 10.40          Fabrizio Deriu, Rolando Macrini | HUB Teatro | Teramo

«Experimental Theatre HUB 2019. Esperienze di teatro universitario da Viterbo a Teramo»

Obiettivo di questo intervento è la presentazione di un nuovo progetto di teatro universitario – Experimental Theatre HUB – presso l’Università di Teramo. Il progetto ha mosso i suoi primi passi nell’anno accademico 2017/18 ed è diretto da Rolando Macrini, con la supervisione del professor Fabrizio Deriu. Si avvale dell’esperienza decennale di Rolando Macrini come direttore artistico del CUT “La Torre” dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo (1999-2009).

 

10.40 – 11.00           Maria Chiara Provenzano | Palchetti laterali | Lecce

«Palchetti Laterali. Un ponte tra Università e Scena teatrale»

PALCHETTI LATERALI è un progetto di formazione per la diffusione della cultura teatrale e per l’audience development promosso dal Corso di Laurea in Lettere dell’Università del Salento e giunto alla sesta edizione consecutiva, ideato e attuato grazie a un primo nucleo di studenti riunitisi in seno alla cattedra di Letteratura Italiana nella primavera del 2013, con i quali si conversava di testi teatrali e messe in scena, vagliando l’opportunità di tracciare un percorso di ricerca e formazione teatrale. Avevamo l’urgenza di colmare una lacuna presente nell’offerta formativa del CdL in Lettere, cioè l’assenza dell’insegnamento di Storia del teatro e della letteratura teatrale, nonché di ripristinare il laboratorio di pratica teatrale che, sino a qualche anno addietro, era presente nei piani di studio degli studenti di Lettere. Da queste suggestioni è partita la prima edizione di Palchetti Laterali, con la supervisione scientifica del prof. Ettore Catalano e del prezioso supporto di Francesca D’Ippolito, operatrice dello spettacolo.
Palchetti Laterali segna uno slancio verso una più elevata cultura teatrale attraverso il passaggio dalla teoria alla pratica (intesa come fruizione dello spettacolo dal vivo, ma anche come avvicinamento alle pratiche teatrali), motivo per cui il progetto vive grazie alla partecipazione e al supporto di professionisti e studiosi del settore (docenti e operatori teatrali) di modo da poter offrire nozioni teorico-pratiche in merito alle fasi di ideazione, creazione e produzione di uno spettacolo, puntando anche alla formazione di un pubblico giovane ma qualificato e consapevole dei mutamenti (politici, economici, linguistico-stilistici) che informano il teatro dei nostri giorni.

 

11.00 – 11.20            discussion

 

11.20 – 11.40            coffee break

 

Panel | Il teatro antico sulla scena

Chair: Glenn W. Most | Scuola Normale Superiore

 

11.40 – 12.00           Matteo Capponi | TALMA | Lausanne

 «‘Academy on stage, Academy as a stage’. Theater and Classics at the University of Lausanne (Cie TALMA)»

In my contribution, I would like to present TALMA’s latest theatrical creation, «A thousand and one Iliads». In my opinion, it is an exemplary approach. It shows the kind of originality and creativity, bounded with seriousness, that academic theater can provide in its projects. It is a creation centred on the Iliad. Selected parts of the epic have been translated by the students themselves during a seminar. There were students from different backgrounds, who translated, adapted or even rewrote Homer’s text. Some of these students then joined the troupe and play in the show. I conceived the text for the stage using these very diverse proposals: classical verses, slam, music, slang… So it is mostly the students’ imagination, often restricted and forbidden at the university, that is at work in this show. Thanks to it, Homer and his heroes live again. I simply had to put myself at its service. At the same time, the multiplicity of voices in the show illustrates and explains the richness of the homeric inheritance. The form is as important as the content. Most important for me is to see that this project was born two years ago in a University seminar, that it has gone through several phases of rewriting and staging, and that today it is getting out of the University, to reach out to a non-university audience. In my presentation, I will evoque moments of this quite long process, through images, videos and readings.

 

12.00 – 12.40          Elisabetta Matelli, Christian Poggioni | Kerkís Teatro Antico in Scena | Milano

«Tradurre il teatro antico per la scena oggi»

L’Associazione Kerkís. Teatro Antico In Scena propone una presentazione orale & foto-audio-visiva della propria attività di teatro antico in scena corredata anche da una breve performance. Il Presidente Elisabetta Matelli, docente di Storia del Teatro Greco e Latino in UCSC di Milano, affiancata da collaboratori, presenta il cartellone di spettacoli creato con rigoroso metodo di lavoro che va dalla traduzione del testo allo studio delle didascalie interne, dall’ideazione musicale alle coreografie corali (ove c’è coro), dalla creazione di materiali scenici alla scelta del linguaggio performativo più adatto a una rappresentazione che pur cercando fedeltà agli originali possa avvicinare il più possibile alla sensibilità del pubblico contemporaneo i temi del teatro antico che ancora molto hanno da dire al pubblico di oggi. La performance di due-tre attori propone qualche scena da ANFITRIONE di Plauto, prodotto del Corso di Alta Formazione Teatro Antico In Scena dell’UCSC nel 2013 e più volte replicato, o un episodio da un’opera tragica.

Performance: Simone Mauri, Giulia Quercioli, Matteo Magatti, Paolo Zunino

 

12.40 – 13.00          discussion

 

13.00 – 14.30          lunch break

 

Panel | Teatro sociale, società e teatro

Chair: Roberto M. Danese | Università di Urbino

 

14.30 – 15.00          Vito Minoia | Presidente della International University Theatre Association (IUTA-AITU) | Teatro Universitario Aenigma | Urbino

«Teatro Universitario e formazione giovanile»

Il contributo focalizza l’attenzione sugli esperimenti di Teatro Educativo sviluppati negli ultimi trent’anni all’Università di Urbino Carlo Bo dal Teatro Universitario Aenigma con allestimenti emblematici che hanno coinvolto studenti universitari insieme ad adolescenti, persone disabili, detenuti, persone con disagio psichico significativo dal 1996 anche il parallelo lavoro scientifico promosso dalla Rivista europea “Catarsi-Teatri delle diversità” che ha messo in contatto il Teatro Sociale con quello d’Arte). Per superare l’utilitarismo e l’economicismo più estremo che si presentano come verità dogmatiche, oggi è necessario dotarsi di nuove categorie, capaci di superare i limiti delle analisi economiche tradizionali. Un nuovo concetto di sviluppo dovrebbe sempre più differenziarsi da quello di crescita. Lo sviluppo economico non dovrebbe coincidere più con un aumento del reddito ma con un aumento della qualità della vita. L’attenzione posta sulla qualità, più che sulla quantità ci aiuterebbe a comprendere meglio le potenzialità dell’arte teatrale in generale ed in particolare all’università evitando gli insabbiamenti corporativi.

 

15.00 – 15.40          Stefano Locatelli | GUT Sapienza | Roma

«Tricks. Il fragile meccanismo della comicità»

Il progetto intende sviluppare i processi di espressione, comunicazione e creatività artistica delle giovani generazioni, con particolare riferimento alle esperienze performative e laboratoriali, alla scrittura drammaturgica, alla creazione scenica e all’interazione tra i vari linguaggi dello spettacolo. Particolare rilievo ha anche l’incrocio tra comunicazione intermediale e teatro alla quale sono chiamati a partecipare studenti, esperti, dottorandi, dottori di ricerca e docenti dell’Ateneo, secondo un articolato sistema di interventi sul campo. Per avvicinare gli studenti e i giovani alla conoscenza e alla pratica dei linguaggi artistici, sono previsti con continuità incontri, seminari e laboratori teorico-pratici con professionisti dello spettacolo, organizzati in un percorso di tutoraggio pedagogico-artistico curato dai docenti della Sapienza. Tale percorso è mirato a favorire l’avviamento professionale attraverso la simulazione di un processo produttivo che funzioni da esperienza catalizzatrice in cui le competenze teoriche acquisite durante gli studi vengano valorizzate e sostengano le pratiche scenico-artistiche e produttive legate ai mestieri del teatro. Alla fine di ogni anno sono previste una o più open class in cui il lavoro didattico si concretizza e formalizza in uno spettacolo, nel quale i partecipanti possono mettere a frutto ciò che hanno imparato in funzione delle proprie vocazioni (attoriche, scenografiche, tecniche, organizzative, di documentazione, ecc.). Ricollegandosi alla ricca tradizione del teatro universitario della Sapienza e per rendere più incisiva la propria attività teatrale, nel 2016 il Dipartimento ha creato il Gruppo Universitario Teatrale (GUT), affidandone la direzione al prof. Stefano Locatelli. Il progetto “Per fare il teatro che ho sognato” si propone di elaborare dei modelli alternativi di produzione culturale ed economica per un “teatro sostenibile” attraverso interventi nel contesto pre-produttivo e di accompagnamento al lavoro teatrale. Lo scopo di questi interventi è quello di favorire l’emersione di nuove realtà giovanili capaci di pensare e progettare le proprie attività in una prospettiva allargata dei beni culturali in cui il teatro, prima di essere un sistema di profitto, sia uno strumento del benessere immateriale della società e della persona. A tal fine il progetto si serve della collaborazione di istituzioni come il Teatro di Roma e l’ATCL, ma anche di realtà produttive consolidate come il Teatro Libero di Palermo, l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio e Illoco Teatro di Milano, una piccola compagnia di giovani ai margini dei circuiti ufficiali.

 

15.40 – 16.00          Giorgio Motisi | Gruppo Teatrale della SNS | Pisa

«La Tempesta in carcere»

Nell’ottobre 2018, il Gruppo Teatrale della Scuola Normale ha avviato per la prima volta nella sua storia un progetto di collaborazione con il laboratorio teatrale presso la Casa Circondariale di Pisa “Don Bosco”. Ne è nata un’esperienza che non è senz’altro nuova nel panorama italiano ed europeo, ma che merita forse di essere raccontata e discussa: dopo mesi di prove, il laboratorio congiunto, che vedeva l’intervento paritario di normalisti e detenuti, ha prodotto una versione ridotta della Tempesta di Shakespeare.

 

16.00 – 16.20          discussion

 

16.20 – 16.40          coffee break

 

Panel | Drammaturgie originali nel teatro universitario

Chair: Alessandro Maggi | regista teatrale, direttore artistico FAcT

 

16.40 – 17.00          Alessandro Chiaf, Luca Tessadrelli | CUT La Stanza | Brescia

«Il Teatro nella stanza»

Preciso che nell’intervento del maestro Tessadrelli sarà possibile prendere brevemente in esame una delle nostre opere, ad esempio “la Messa della misericordia” di Pietro Mignosi, una denuncia di certo perbenismo cattolico (concepimento, genesi, laboratorio e messa in scena), incentrando la dissertazione sul concetto di limite (l’attore è stimolato a sperimentare confini ritmici e d’intonazione declamata, forniti dal discorso e dalle forme musicali). Limite inteso come vera libertà d’espressione, alla quale unire la mimica e la linea d’azione di ciascun attore nello spazio scenico. Insomma, essendo noi degli operativi, sarebbe un resoconto sul MODUS OPERANDI adottato, fase per fase. Possiamo inoltre predisporre una traccia documentale e cronologica tramite Power Point (progetti, immagini, locandine, esempi).

 

17.00 – 17.30           Anna Battistella, Federica Faraoni, Nicola Stefani | CTU Beolco Ruzzante | Padova

«Scrivere in “Ruzzante”»

 

17.30 – 17.50          discussion

 

Panel | Teatro a più lingue e a più voci

Chair: Luca D’Onghia | SNS

 

17.50 – 18.20           Monica Bravi, Roberto M. Danese, Alberto Fraccacreta | CTU Cesare Questa | Urbino

«Teatro, poesia, traduzione: tre anime per una nuova ricerca universitaria»

Il CTU Cesare Questa si muove essenzialmente lungo tre binari: teatro, poesia e traduzione. Queste sono anche le tre direttrici che costituiscono la collana editoriale nata nel 2017 presso la casa editrice Carocci: Hypokrisis, serie di pubblicazioni scientifiche che ospita «testi e saggi incentrati sulla traduzione interculturale e intersemiotica, sull’incontro della poiesis, il comporre storie attraverso l’arte della parola, e dell’hypokrisis, la recitazione, l’esegesi, la finzione». Il teatro, la poesia e la traduzione sono intimamente connesse dal forte sentire di molti autori moderni e contemporanei (si pensi a Seamus Heaney), che hanno cercato nella traslazione in versi del teatro antico – è il caso esemplare di The Cure at Troy, rifacimento heaniano del Filottete di Sofocle – una risposta realmente politica ai conflitti sociali del Paese di appartenenza. Da sempre poesia e teatro (con il collante della traduzione), nel trovare un punctum saliens di sostanziale coincidenza/convivenza – Aristofane e Plauto erano, d’altra parte, “poeti comici” –, o semplicemente nel finire dentro il calderone di incandescenti ibridazioni (la rinascita del cosiddetto teatro in versi, da Eliot a Luzi), hanno camminato a braccetto lungo la fenomenale storia delle lettere occidentali. E non è un caso che un poeta come Eugenio Montale abbia sentito l’esigenza di inserire nell’Opera in versi il suo Quaderno di traduzioni, con notevoli stralci dal Midsummer-Night’s Dream di Shakespeare. Il lavoro annuale dei laboratori del CTU (Teatro, Poesia contemporanea e Traduzione interculturale) è volto esattamente ad annodare quei lacci simbolici e semantici che legano le discipline, non certo in un pot-pourri di suggestioni, ma nell’armonico concento rinascimentale in linea con il battito interiore della città e con le affinità elettive tra l’arte in versi e l’arte performativa.

 

18.20 – 18.40          Lucie Comparini | Mascareta – Sorbonne | Paris

«Un esempio di teatro universitario italiano in Francia»

Dopo un’esperienza individuale e fuori cursus all’Università della Savoia, ho creato nel 2006, con la collega Isabella Montersino, un laboratorio teatrale universitario al Dipartimento di Studi Italiani (lingua e letteratura) di Sorbonne Université. Battezzato “La Mascareta”, questo “atelier” si è suddiviso dal 2011 in due parti linguisticamente distinte: un laboratorio in lingua italiana diretto da Isabella Montersino, e un laboratorio in lingua francese, ma con materiale del teatro italiano, in lingua francese, diretto da me. Dal 2015, la direzione della parte in lingua francese è passata al collega Stéphane Miglerina. Svolgo attualmente la parte di assistente e di direttrice delle traduzioni, in legame didattico con i miei corsi di traduzione teatrale dall’italiano al francese (terzo anno e master TASP). Gli spettacoli in lingua italiana sono per altro sopratitolati in francese dagli studenti traduttori della collega Montersino (stessa formazione didattica del terzo anno con indirizzo LCT). I due laboratori propongono uno spettacolo all’anno, uno in lingua italiana, l’altro in lingua francese. Dopo i primi anni di attività, il lavoro inizialmente svolto sulla base del volontariato è stato riconosciuto dalle istanze istituzionali e ha integrato il cursus sotto forma di opzione a crediti, anche se rimane aperto a volontari fuori dipartimento (ma non fuori università), e anche se le ore “reali” di preparazione agli spettacoli superano le ore amministrativamente riconosciute (due la settimana per ogni laboratorio). I laboratori accolgono studenti francesi (italafoni o meno) e italiani, così come studenti Erasmus di altre nazionalità. Le troupe si rinnovano quasi integralmente ogni anno e una grande maggioranza non ha nessuna esperienza teatrale. I docenti coordinatori sono studiosi di teatro e amatori più che professionisti, con varie esperienze di pratica della messa in scena, universitarie più che altro. I laboratori esplorano testi classici, tra cui alcuni adattati per il teatro, (Ruzante, Galileo, Goldoni, Pirandello, Boito, Calvino, Eduardo) o testi più contemporanei (Bontempelli, Fo, Rame, Benni, R. Campo, S. Dandini). La maggior parte dei testi tradotti sono degli inediti o delle ritraduzioni in francese. Il lavoro di “messa in voce/ in corpo” del testo originale o delle traduzioni in corso è fondamentale nello studio approfondito del testo e delle tecniche traduttive oltre che recitative. Nel caso della numerosa compagnia in lingua francese l’elaborazione di una recitazione di tipo corale è una soluzione largamente sfruttata. Dal 2017 vari laboratori di lingue straniere (tedesco, polacco, serbocroato, italiano) si sono uniti per organizzare un Festival, da quest’anno chiamato “Sorbonne en scène”, che concentra le rappresentazioni su due settimane a giugno e ha ottenuto l’appoggio del servizio culturale dell’università nella messa a disposizione dell’aiuto tecnico.

 

18.40 – 19.00          discussion

 

19.00 – 19.10           conclusions

The Estates General:
the full video

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