THE OXFORD TROUBADOURS

The Surprise

di G.K. Chesterton

Spettacolo

Mercoledì 20 giugno

}

18,30

Teatro Sant'Andrea, via del Cuore 1

Durata: 1 ora

v

Lingua: inglese, con sopratitoli in italiano

9

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English Breakfast:
a colazione con Chesterton

C

Dettagli

Regia Giovanna Di Martino
Adattamento scenico Giovanna Di Martino, Anthony Errington e Paolo Torri
Costumi Josephine Jackson e Claire Maloney
Musica Will Kent, Evangeline Kozitza e Paul Shakeshaft
Produzione The Oxford Troubadours
Attori Peter Flynn, Anthony Errington, Paolo Torri, Rebecca Short, Isabel Errington, William Kent, John Shinkwin, Ed Smith, Paul Shakeshaft

Un misterioso e alquanto stravagante autore crea burattini così realistici da sembrare veri e propri essere umani: non solo sembrano essere umani, ma parlano e agiscono come persone e hanno tutta la complessità del pensiero e dei sentimenti umani. Insomma, sono o non sono reali i personaggi del misterioso autore? Sì… eccetto che per un particolare. Quando il nostro burattinaio si imbatte in un noto frate francescano in odore di santità e lo fa assistere ad una rappresentazione della sua opera teatrale, ecco che si scopre che dietro all’apparenza di una trama assai convenzionale e tipica di certa commedia d’amore, c’è un dramma ben più intenso che attanaglia l’autore, e per il quale dovrà chiedere l’aiuto ’soprannaturale’ del nuovo amico frate. Lo spettacolo può dunque ricominciare, ma quel qualcosa in più che rende i personaggi non più realistici, ma davvero reali non è senza conseguenze: un nuovo sviluppo e un nuovo esito della storia aspetta il suo vecchio autore al varco. Ma in questo sta appunto la Sorpresa

In questa pièce quasi inedita (pubblicata postuma nel 1952), il noto autore G.K. Chesterton si paragona con temi abissali come il libero arbitrio e il rapporto tra creatore e creatura e lo fa in chiave pirandelliana, ovvero metateatrale, e con il consueto British humour, amante del gioco di parole e del paradosso. Uno spettacolo convenzionale e al contempo di ricerca, una commedia e al contempo una tragedia metateatrale par excellence, quella sul rapporto tra autore e personaggio, tra creatore e creatura. Uno spettacolo leggero e che pure tocca con lieve malinconia uno dei problemi più profondi della condizione umana. Nella vibrante e immediata interpretazione della giovane compagnia teatrale inglese The Oxford Troubadours, guidati dalla regia ‘accademica’ di Giovanna Di Martino, lo spettacolo ha riscontrato enorme successo nelle repliche oxoniensi e conta di sorprendere i suoi nuovi spettatori al di là della Manica.

Un misterioso e alquanto stravagante autore crea burattini così realistici da sembrare veri e propri essere umani: non solo sembrano essere umani, ma parlano e agiscono come persone e hanno tutta la complessità del pensiero e dei sentimenti umani. Insomma, sono o non sono reali i personaggi del misterioso autore? Sì… eccetto che per un particolare. Quando il nostro burattinaio si imbatte in un noto frate francescano in odore di santità e lo fa assistere ad una rappresentazione della sua opera teatrale, ecco che si scopre che dietro all’apparenza di una trama assai convenzionale e tipica di certa commedia d’amore, c’è un dramma ben più intenso che attanaglia l’autore, e per il quale dovrà chiedere l’aiuto ’soprannaturale’ del nuovo amico frate. Lo spettacolo può dunque ricominciare, ma quel qualcosa in più che rende i personaggi non più realistici, ma davvero reali non è senza conseguenze: un nuovo sviluppo e un nuovo esito della storia aspetta il suo vecchio autore al varco. Ma in questo sta appunto la Sorpresa

In questa pièce quasi inedita (pubblicata postuma nel 1952), il noto autore G.K. Chesterton si paragona con temi abissali come il libero arbitrio e il rapporto tra creatore e creatura e lo fa in chiave pirandelliana, ovvero metateatrale, e con il consueto British humour, amante del gioco di parole e del paradosso. Uno spettacolo convenzionale e al contempo di ricerca, una commedia e al contempo una tragedia metateatrale par excellence, quella sul rapporto tra autore e personaggio, tra creatore e creatura. Uno spettacolo leggero e che pure tocca con lieve malinconia uno dei problemi più profondi della condizione umana. Nella vibrante e immediata interpretazione della giovane compagnia teatrale inglese The Oxford Troubadours, guidati dalla regia ‘accademica’ di Giovanna Di Martino, lo spettacolo ha riscontrato enorme successo nelle repliche oxoniensi e conta di sorprendere i suoi nuovi spettatori al di là della Manica.

 

 

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Extra

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